Riccardo Marini,prima di essere Presidente dell’Unione Industriale Pratese, è insieme al fratello Roberto alla guida di una delle aziende tessili più note nel mondo della moda, la Marini Industrie.
La famiglia Marini è impegnata direttamente nella gestione e cura dell’azienda, la terza generazione ricopre ruoli importanti, è una famiglia unita e collaborativa. I ruoli nell’azienda sono ben definiti, organizzati e rispecchiano il carattere pragmatico e volitivo dei due fratelli.
Era quindi naturale aspettarsi da Riccardo Marini una gestione altrettanto determinata e concreta di Pratotrade prima e dell’UIP poi. Altrettanto naturale era immaginare che la visione del distretto tessile di Marini fosse improntata a ripetere, in grande, le sue esperienze aziendali. Tanto nella cooperazione tra le varie e molteplici imprese che vivono sul territorio, quanto nel dialogo con le istituzioni.
Marini parla oggi a nome dell’UIP e correttamente pone sul tavolo uno dei temi caldi del momento: la crisi dei consumi e la conseguente temuta recessione. Parla di questi problemi con cognizione di causa e chiede innanzitutto che le amministrazioni locali comprendano come il benessere dell’intera provincia sia totalmente dipendente dal settore industriale. Il consiglio direttivo dell’Unione non pone solo il problema, ma offre anche soluzioni, individua su quali parti dei bilanci aziendali si possa intervenire per abbattere costi e balzelli. Insomma attraverso Marini chiede immediate misure che permettano in alcuni casi addirittura la sopravvivenza delle aziende e, a cascata, il ripartire dei consumi.
L’UIP aspetta segnali positivi, ma il mio timore è che finisca come nella piece teatrale “Aspettando Godot”. Non credo che le giunte comunali e provinciali siano in grado di comprendere il messaggio, anzi, temo che verrà completamente disatteso, tanto alta è l’ideologia che permea le giunte e parte degli elettori.
Credere che il PD comprenda il valore delle aziende industriali e dimentichi il suo retaggio culturale fatto di “lotte al padronato” è una pia illusione. Sperare che venga modificato un atteggiamento punitivo verso chi crea ricchezza un’attività onirica.
Comprendo che Marini debba rivolgersi ai due partiti che si contenderanno la vittoria elettorale (PD e PDL) in maniera equidistante e non pretendo una discesa in campo diretta dell’organizzazione industriale, discesa che non sarebbe d’altronde possibile, ma posso tranquillamente affermare che se si vuole dare veramente un messaggio positivo, di svolta, se si vuole concedere a questa città una possibilità di crescita, insomma un futuro, si debba fare tesoro delle proposte che vengono dal mondo imprenditoriale e aprire colloqui costruttivi.
Oggi è più che mai necessario agire per il bene comune e essere un credibile interlocutore per le organizzazioni cittadine è la priorità.
(Enrico Mancantelli)